Presentato a Malta il progetto InformAttiva

Presentato a Malta lo scorso 28 Marzo, durante il Forum consultivo #EASO sull’accesso all’informazione da parte dei richiedenti asilo, il progetto InformAttiva realizzato con il prezioso contributo degli operatori e dei mediatori linguistici della cooperativa Iride. 

Alla presenza dei rappresentanti dell’EASO (European Asylum Support Office) e di organizzazioni provenienti da 23 Paesi europei, gli avvocati Massimo Millesoli e Maria Pia Vitale, dopo aver presentato l’Associazione My Lawyer hanno spiegato le intuizioni e le ragioni che hanno portato alla realizzazione dei videoclips del progetto InformAttiva, attualmente disponibile in lingua inglese, francese, urdu e twi.

“Essere stati invitati a Malta insieme ad organizzazioni del calibro di Save the Children Europa, ECRE, Missing Children Europe, IOM, French Refugee Council, ci inorgoglisce e ci dà la consapevolezza che stiamo lavorando bene – spiega Massimo Millesoli – La Sicilia, frontiera meridionale dell’Europa, è da tutti attenzionata per le soluzioni che le organizzazioni riescono a sperimentare a beneficio dei richiedenti asilo che sbarcano nelle nostre coste, soprattutto relativamente alle informazioni sull’esercizio dei diritti fondamentali.

“Il nostro progetto – sottolinea Maria Pia Vitale – vuole essere uno strumento utile ai Centri d’accoglienza per fornire un primo orientamento legale ai propri ospiti all’ingresso in accoglienza, qualora non sia immediatamente disponibile la presenza di un mediatore linguistico. Il nostro obiettivo – prosegue l’avv. Vitale – è quello di creare un catalogo di video informativi in almeno 20 lingue e dialetti, coinvolgendo direttamente i mediatori dell’Associazione e gli stessi ospiti delle strutture d’accoglienza da noi seguite.”

“È stato gratificante – continua il presidente Millesoli – scoprire che le attività e i numeri di molte delle organizzazioni europee presenti al Forum sono simili a quelli della nostra Associazione che da qualche giorno ha compiuto i primi due anni dalla sua fondazione. Questo ci dà senz’altro entusiasmo per continuare a fare formazione e informazione secondo il nostro stile.”

EASO MALTA 28 MARZO 2018


 

Anche per la Corte d’Appello di Catania la sospensiva degli effetti dell'ordinanza di primo grado opera automaticamente in caso di appello.

A seguito della recente Ordinanza n. 18737 del 27/07/2017 della VI Sezione Civile della Corte di Cassazione (allegata), anche la Corte d’Appello di Catania in tema di sospensiva degli effetti dell’ordinanza di primo grado nei procedimenti ex art. 35 d. lgs. N. 25/2008, si uniforma all’interpretazione già condivisa dalle Corti d’Appello di Bologna (cfr. ordinanza del 27.9.2016), di Venezia (cfr. ordinanza del 30.5.2016), di Genova (cfr. ordinanza del 29.9.2016), di Bari (cfr. ordinanza 21.7.2016), e di Napoli (cfr. ordinanza del 6.11.2016), affermando l’automatica sospensione della decisione del Tribunale di rigetto della domanda di protezione internazionale, con la sola proposizione dell’impugnazione innanzi alla Corte d’appello, avverso la stessa, senza necessità di un’apposita istanza di sospensione.

Osserva la Suprema Corte nella citata ordinanza, che la sospensiva dell’efficacia del Decreto di diniego della protezione internazionale, non è disposta con un provvedimento giudiziale, “ma è direttamente prevista dalla legge (art. 19, comma4, d.lgs. 150/2011, come modificato dall’art. 27, comma 1, lett. C) del d.lgs. 142/2015) che non stabilisce quando cessi, per cui deve concludersi nel senso di ritenerne la cessazione alla fine dell’intero giudizio, e quindi col passaggio in giudicato.”

Per avvalorare la propria tesi il Relatore dell’Ordinanza n. 18737/2017, Rosa Maria Di Virgilio, evidenzia che nel recente Decreto Minniti-Orlando convertito nella Legge 46/2017, il legislatore ha espressamente previsto la cessazione dell’effetto sospensivo in caso di rigetto del ricorso “con decreto, anche non definitivo” del Tribunale (all’art. 35 bis del d.lgs. 25/200, al comma 13, introdotto dall’art. 6, comma 1, lett. G) del d.l. 13/2017) “e tale espressa previsione conferma la tesi che prima la cessazione non si verificava. E del resto – continua l’ordinanza – se la sospensione non si protraesse anche in grado di appello e di cassazione, non avrebbe molto senso la previsione di termini entro cui definire il giudizio stesso sia in appello che in cassazione.”

Al di fuori, quindi, delle ipotesi tassative per le quali è necessaria un’apposita istanza di sospensione, in primo grado, l’impugnazione del provvedimento innanzi alla Corte d’appello, comporta la sospensione automatica della decisione del Tribunale, di rigetto della domanda di protezione internazionale.

Tale interpretazione è senza dubbio quella maggiormente conforme alla normativa europea, la quale sancisce il diritto dei richiedenti la protezione internazionale a rimanere nello Stato membro, sia durante il periodo dell’esame della loro domanda di protezione, sia durante il periodo di attesa della definizione della fase giurisdizionale (artt. 9 e 46, dir. 2013/32/UE).


 tribunale catania

Violenza indiscriminata in Nigeria, protezione sussidiaria a due giovani donne provenienti dall’Edo State.

Con due recenti Ordinanze (n. 2042/2016 del 12/08/2017; n. 5023/2016 del 14/08/2017) il Tribunale di Catania ha accolto le richieste formulate dall’Avv. Massimo Millesoli, presidente dell’Associazione My Lawyer, riconoscendo la protezione sussidiaria a due giovani donne provenienti da Benin City (Edo State - Nigeria).
Il G.I. nel motivare la propria decisione ha richiamato i Report di Amnesty indicati dal difensore delle ricorrenti a supporto delle proprie richieste, che evidenziavano il totale stato di insicurezza in cui si trova la Nigeria, sia all’epoca in cui le due rifugiate erano state costrette a lasciare il proprio paese, sia ancora oggi con il conforto di quanto riportato sul sito del Ministero degli Esteri italiano (http://www.viaggiaresicuri.it/paesi/dettaglio/nigeria.html) il 10.8.2017.
Il Giudicante, a differenza di quanto fatto dalla Commissione Territoriale, ha fatto propria la tesi della difesa non limitandosi a considerare solo la situazione di insicurezza legata agli attacchi di Boko Haram nel Nord-Est del paese più popoloso dell’Africa, ma ha tenuto conto del timore espressamente manifestato dalle stesse autorità nigeriane e confermato da autorevoli fonti, di possibili attacchi terroristici in tutto il Paese.
Alla luce di ciò, in merito alle due ricorrenti, nelle condivise motivazioni dell’ordinanza adottata, il Giudicante spiega che “sussistono fondati motivi di ritenere che, se ritornassero nel Paese di origine, correrebbero un rischio effettivo di subire un grave danno” (art. 2 lett. g) D.L.vo 251/2007) nella declinazione fornita dall’art. 14 lettera c) del D. L.vo 251/2007 che individua quale danno grave, anche “la minaccia grave e individuale alla vita o alla persona di un civile derivante dalla violenza indiscriminata in situazioni di conflitto armato interno o internazionale”.
Ovviamente non può che condividersi questa interpretazione con l’auspicio che divenga un riferimento per future pronunce sia in sede amministrativa che giurisdizionale.


 violenza nigeria

GMR17 OPEN DAY

Anche quest’anno, il 20 giugno si celebra la Giornata Mondiale del Rifugiato, appuntamento annuale voluto dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che da oltre dieci anni ha come obiettivo la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla condizione, spesso sconosciuta ai più, di questa particolare categoria di migranti.

Con la Giornata Mondiale del Rifugiato l’UNHCR vuole invitare il pubblico ad una riflessione sui milioni di rifugiati e richiedenti asilo che, costretti a fuggire da guerre e violenze, lasciano i propri affetti, la propria casa e tutto ciò che un tempo era parte della loro vita. E soprattutto non dimenticare mai che dietro ognuno di loro c’è una storia che merita di essere ascoltata. Storie di sofferenze, di umiliazioni ma anche storie di chi vuole ricominciare a ricostruire il proprio futuro.

Nei Centri d’accoglienza gestiti dalla Cooperativa IRIDE (www.iridecoop.it) con cui collabora l’Associazione My Lawyer, si susseguiranno dal 10 al 29 Giugno gli Open Day GMR17, tutti i Centri si apriranno alla cittadinanza con l’organizzazione di momenti di convivialità da trascorrere al proprio interno (Apericena – Il thé delle 17,00 – Proiezione di film – Musica – Laboratori artistici – Giochi senza frontiere…).

A Bronte il 15 giugno e Vizzini, giorno 22 giugno, si realizzeranno due eventi seminariali per approfondire il tema dell’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale in Italia alla luce delle novità introdotte con il D.L. 13/17.

Avviata oggi la campagna pubblicitaria sui Social media “Accogliere significa…”, realizzata con gli operatori e gli ospiti dei centri SPRAR dei progetti di Vizzini e Bronte. Seguila sulla nostra pagina FB o sul nostro canale youtube https://youtu.be/OcS4hc41Z98 


cartello

Il Responsabile del Centro diventa agente notificatore

Un’importante novità introdotta con il recente DL 13/2017 riguarda la notifica degli atti e dei provvedimenti della Commissione territoriale ai richiedenti protezione internazionale ospitati nei Centri d’accoglienza di cui all'articolo 5, comma 2, del decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142. (CARA – CAS – SPRAR – CPA - CIE)

L’art. 3-ter del citato decreto, prevede infatti in questi casi, la notifica mediante posta elettronica certificata all'indirizzo del responsabile del centro o della struttura, di qualunque atto proveniente dalla Commissione ed indirizzato al richiedente, compresa la convocazione, le richieste di integrazione documentale e l’esito dell’audizione, in forma di documento informatico sottoscritto con firma digitale o di copia informatica per immagine del documento cartaceo.

Fino ad oggi la comunicazione via PEC è servita alle Questure per convocare presso i propri uffici i richiedenti protezione internazionale al fine di notificare la convocazione e l’esito dell’audizione in Commissione in formato cartaceo, mentre le Commissioni hanno utilizzato questo strumento di comunicazione con i Centri e le Strutture di accoglienza per richiedere le integrazioni documentali.  

Ricevuta la comunicazione, il responsabile è tenuto a consegnarla al destinatario facendone sottoscrivere la ricevuta. Dell'avvenuta notificazione il responsabile del centro o della struttura dà immediata comunicazione alla Commissione territoriale mediante messaggio di posta elettronica certificata contenente la data e l'ora della notificazione medesima.

Da verificare nella prassi le falle che questo meccanismo presenta, poiché la norma non stabilisce i tempi entro i quali il responsabile deve consegnare al destinatario la notifica del provvedimento ricevuta e affida solo al responsabile del centro il compito di agente notificatore, quindi se questo è assente per ragioni di malattia o ferie a chi spetta il compito?

Se il richiedente rifiuta di ricevere l'atto o di sottoscrivere la ricevuta ovvero la consegna di copia dell'atto al richiedente sia impossibile per irreperibilità dello stesso, il responsabile del centro o della struttura ne dà immediata comunicazione alla Commissione territoriale mediante posta elettronica certificata.

In questo caso la notificazione si intende comunque eseguita nel momento in cui il messaggio di posta elettronica certificata inviato dal centro d’accoglienza diviene disponibile nella casella di posta elettronica certificata della Commissione territoriale. 

Da ciò ne deriva che, in caso di diniego, i termini per l’impugnazione decorrono dalla data di spedizione e accettazione della comunicazione inviata dal centro d’accoglienza alla Commissione.

Da questo rapido esame emerge con chiarezza questo nuovo ruolo di agente notificatore affidato al responsabile del centro d’accoglienza, chiamato a collaborare con le Commissioni dando tempestivamente riscontro alle notifiche ricevute a mezzo PEC. È chiaro che ciò sarà più semplice nei piccoli centri perché potrà essere svolto, con spirito di collaborazione, in tempi certi; ma cosa succederà nei centri che accolgono migliaia di richiedenti protezione?

Di certo questo meccanismo, a passo con i tempi della web-comunity, consentirà agli uffici immigrazione delle Questure di alleggerirsi di un po’ di lavoro.

Vedremo nella prassi cosa succederà tenendo conto che con la conversione in Legge del Decreto, c’è tempo di porre rimedio ad eventuali falle del meccanismo.

Avv. Massimo Millesoli 

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