Il Responsabile del Centro diventa agente notificatore

Un’importante novità introdotta con il recente DL 13/2017 riguarda la notifica degli atti e dei provvedimenti della Commissione territoriale ai richiedenti protezione internazionale ospitati nei Centri d’accoglienza di cui all'articolo 5, comma 2, del decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142. (CARA – CAS – SPRAR – CPA - CIE)

L’art. 3-ter del citato decreto, prevede infatti in questi casi, la notifica mediante posta elettronica certificata all'indirizzo del responsabile del centro o della struttura, di qualunque atto proveniente dalla Commissione ed indirizzato al richiedente, compresa la convocazione, le richieste di integrazione documentale e l’esito dell’audizione, in forma di documento informatico sottoscritto con firma digitale o di copia informatica per immagine del documento cartaceo.

Fino ad oggi la comunicazione via PEC è servita alle Questure per convocare presso i propri uffici i richiedenti protezione internazionale al fine di notificare la convocazione e l’esito dell’audizione in Commissione in formato cartaceo, mentre le Commissioni hanno utilizzato questo strumento di comunicazione con i Centri e le Strutture di accoglienza per richiedere le integrazioni documentali.  

Ricevuta la comunicazione, il responsabile è tenuto a consegnarla al destinatario facendone sottoscrivere la ricevuta. Dell'avvenuta notificazione il responsabile del centro o della struttura dà immediata comunicazione alla Commissione territoriale mediante messaggio di posta elettronica certificata contenente la data e l'ora della notificazione medesima.

Da verificare nella prassi le falle che questo meccanismo presenta, poiché la norma non stabilisce i tempi entro i quali il responsabile deve consegnare al destinatario la notifica del provvedimento ricevuta e affida solo al responsabile del centro il compito di agente notificatore, quindi se questo è assente per ragioni di malattia o ferie a chi spetta il compito?

Se il richiedente rifiuta di ricevere l'atto o di sottoscrivere la ricevuta ovvero la consegna di copia dell'atto al richiedente sia impossibile per irreperibilità dello stesso, il responsabile del centro o della struttura ne dà immediata comunicazione alla Commissione territoriale mediante posta elettronica certificata.

In questo caso la notificazione si intende comunque eseguita nel momento in cui il messaggio di posta elettronica certificata inviato dal centro d’accoglienza diviene disponibile nella casella di posta elettronica certificata della Commissione territoriale. 

Da ciò ne deriva che, in caso di diniego, i termini per l’impugnazione decorrono dalla data di spedizione e accettazione della comunicazione inviata dal centro d’accoglienza alla Commissione.

Da questo rapido esame emerge con chiarezza questo nuovo ruolo di agente notificatore affidato al responsabile del centro d’accoglienza, chiamato a collaborare con le Commissioni dando tempestivamente riscontro alle notifiche ricevute a mezzo PEC. È chiaro che ciò sarà più semplice nei piccoli centri perché potrà essere svolto, con spirito di collaborazione, in tempi certi; ma cosa succederà nei centri che accolgono migliaia di richiedenti protezione?

Di certo questo meccanismo, a passo con i tempi della web-comunity, consentirà agli uffici immigrazione delle Questure di alleggerirsi di un po’ di lavoro.

Vedremo nella prassi cosa succederà tenendo conto che con la conversione in Legge del Decreto, c’è tempo di porre rimedio ad eventuali falle del meccanismo.

Avv. Massimo Millesoli 

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