Anche per la Corte d’Appello di Catania la sospensiva degli effetti dell'ordinanza di primo grado opera automaticamente in caso di appello.

A seguito della recente Ordinanza n. 18737 del 27/07/2017 della VI Sezione Civile della Corte di Cassazione (allegata), anche la Corte d’Appello di Catania in tema di sospensiva degli effetti dell’ordinanza di primo grado nei procedimenti ex art. 35 d. lgs. N. 25/2008, si uniforma all’interpretazione già condivisa dalle Corti d’Appello di Bologna (cfr. ordinanza del 27.9.2016), di Venezia (cfr. ordinanza del 30.5.2016), di Genova (cfr. ordinanza del 29.9.2016), di Bari (cfr. ordinanza 21.7.2016), e di Napoli (cfr. ordinanza del 6.11.2016), affermando l’automatica sospensione della decisione del Tribunale di rigetto della domanda di protezione internazionale, con la sola proposizione dell’impugnazione innanzi alla Corte d’appello, avverso la stessa, senza necessità di un’apposita istanza di sospensione.

Osserva la Suprema Corte nella citata ordinanza, che la sospensiva dell’efficacia del Decreto di diniego della protezione internazionale, non è disposta con un provvedimento giudiziale, “ma è direttamente prevista dalla legge (art. 19, comma4, d.lgs. 150/2011, come modificato dall’art. 27, comma 1, lett. C) del d.lgs. 142/2015) che non stabilisce quando cessi, per cui deve concludersi nel senso di ritenerne la cessazione alla fine dell’intero giudizio, e quindi col passaggio in giudicato.”

Per avvalorare la propria tesi il Relatore dell’Ordinanza n. 18737/2017, Rosa Maria Di Virgilio, evidenzia che nel recente Decreto Minniti-Orlando convertito nella Legge 46/2017, il legislatore ha espressamente previsto la cessazione dell’effetto sospensivo in caso di rigetto del ricorso “con decreto, anche non definitivo” del Tribunale (all’art. 35 bis del d.lgs. 25/200, al comma 13, introdotto dall’art. 6, comma 1, lett. G) del d.l. 13/2017) “e tale espressa previsione conferma la tesi che prima la cessazione non si verificava. E del resto – continua l’ordinanza – se la sospensione non si protraesse anche in grado di appello e di cassazione, non avrebbe molto senso la previsione di termini entro cui definire il giudizio stesso sia in appello che in cassazione.”

Al di fuori, quindi, delle ipotesi tassative per le quali è necessaria un’apposita istanza di sospensione, in primo grado, l’impugnazione del provvedimento innanzi alla Corte d’appello, comporta la sospensione automatica della decisione del Tribunale, di rigetto della domanda di protezione internazionale.

Tale interpretazione è senza dubbio quella maggiormente conforme alla normativa europea, la quale sancisce il diritto dei richiedenti la protezione internazionale a rimanere nello Stato membro, sia durante il periodo dell’esame della loro domanda di protezione, sia durante il periodo di attesa della definizione della fase giurisdizionale (artt. 9 e 46, dir. 2013/32/UE).


 tribunale catania

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