Violenza indiscriminata in Nigeria, protezione sussidiaria a due giovani donne provenienti dall’Edo State.

Con due recenti Ordinanze (n. 2042/2016 del 12/08/2017; n. 5023/2016 del 14/08/2017) il Tribunale di Catania ha accolto le richieste formulate dall’Avv. Massimo Millesoli, presidente dell’Associazione My Lawyer, riconoscendo la protezione sussidiaria a due giovani donne provenienti da Benin City (Edo State - Nigeria).
Il G.I. nel motivare la propria decisione ha richiamato i Report di Amnesty indicati dal difensore delle ricorrenti a supporto delle proprie richieste, che evidenziavano il totale stato di insicurezza in cui si trova la Nigeria, sia all’epoca in cui le due rifugiate erano state costrette a lasciare il proprio paese, sia ancora oggi con il conforto di quanto riportato sul sito del Ministero degli Esteri italiano (http://www.viaggiaresicuri.it/paesi/dettaglio/nigeria.html) il 10.8.2017.
Il Giudicante, a differenza di quanto fatto dalla Commissione Territoriale, ha fatto propria la tesi della difesa non limitandosi a considerare solo la situazione di insicurezza legata agli attacchi di Boko Haram nel Nord-Est del paese più popoloso dell’Africa, ma ha tenuto conto del timore espressamente manifestato dalle stesse autorità nigeriane e confermato da autorevoli fonti, di possibili attacchi terroristici in tutto il Paese.
Alla luce di ciò, in merito alle due ricorrenti, nelle condivise motivazioni dell’ordinanza adottata, il Giudicante spiega che “sussistono fondati motivi di ritenere che, se ritornassero nel Paese di origine, correrebbero un rischio effettivo di subire un grave danno” (art. 2 lett. g) D.L.vo 251/2007) nella declinazione fornita dall’art. 14 lettera c) del D. L.vo 251/2007 che individua quale danno grave, anche “la minaccia grave e individuale alla vita o alla persona di un civile derivante dalla violenza indiscriminata in situazioni di conflitto armato interno o internazionale”.
Ovviamente non può che condividersi questa interpretazione con l’auspicio che divenga un riferimento per future pronunce sia in sede amministrativa che giurisdizionale.


 violenza nigeria

Con il DL Mezzogiorno introdotte importanti misure per incentivare un’accoglienza sostenibile ed equilibrata

Buone notizie per i Comuni coinvolti nell’accoglienza dei migranti nell’ambito del sistema SRAR, il 4° comma dell’art. 16 del D.L. n. 91 del 20 giugno 2017 (c.d. Decreto Mezzogiorno) ha infatti autorizzato la spesa di 150 milioni di euro per l’anno 2018 come concorso dello Stato agli oneri che sostengono i comuni per i servizi e le attività strettamente funzionali all'accoglienza e all'integrazione dei migranti. A differenza della scorsa annualità, i Comuni coinvolti nell’accoglienza SPRAR avranno un contributo pari a 700 euro per migrante accolto, mentre 500 euro per migrante accolto saranno riconosciuti ai Comuni dove insistono altre forme di accoglienza.Il Ministero dell'interno, sulla base di uno specifico monitoraggio trimestrale, comunicherà il contributo spettante a ciascun comune entro il 30 novembre 2017.

Ma vi è di più, il comma 5 prevede che, per gli anni 2018 e 2019, i Comuni coinvolti nell’accoglienza dello SPRAR, possano innalzare del 10% il limite di spesa che vale quale loro soglia massima assunzionale ai sensi del D.L. n. 78/2010 (articolo 9, comma 28). Tale elevamento del limite assunzionale è consentito per i rapporti di lavoro flessibile esclusivamente finalizzati a garantire i servizi e le attività strettamente funzionali all'accoglienza e all'integrazione dei migranti (ad es. Assistente sociale – Amministrativo). Lo stesso articolo chiarisce tuttavia che le risorse previste per l'attivazione dei contratti flessibili sopra ricordati, NON possano essere utilizzate per le procedure volte alla stabilizzazione del precariato nelle pubbliche amministrazionistrazioni.


 DECRETO MEZZOGIORNO

Progetto Alternanza Scuola Lavoro, appuntamento a Settembre!

Si è concluso lo scorso 12 luglio il percorso realizzato per i ragazzi del progetto di alternanza scuola-lavoro in collaborazione con l'Istituto Superiore Majorana - Arcoleo di Caltagirone e la cooperativa sociale Iride. 

I ragazzi dell'Istituto commerciale e del Liceo Scientifico coinvolti, si sono cimentati in diverse esperienze affiancando gli operatori dell'accoglienza nelle attività quotidiane dei Centri SPRAR di via Vittorio Emanuele e di Via Altobasso San Luigi.

Gli studenti hanno accompagnato gli ospiti dei due centri di accoglienza in una visita guidata di Caltagirone che ha prodotto una raccolta fotografica; li hanno sostenuti nell'attività di alfabetizzazione della lingua italiana affiancando gli insegnanti e loro stessi hanno tenuto due lezioni di diritto ed astronomia a beneficio degli ospiti.

A Settembre i lavori realizzati saranno presentati ai propri compagni dei due istituti coinvolti.


alternanza scuolalavoro

 

Introdotto in Italia il divieto di espulsione e respingimento se sussistono fondati motivi di essere sottoposti a tortura

La Camera dei deputati ha definitivamente approvato il disegno di legge che introduce il reato di tortura nell'ordinamento italiano, recependo finalmente le indicazioni della Convenzione di New York del 1984.

Fra le novità introdotte si segnala la modifica dell'art. 19 del d.lgs. 286/1998 (legge Bossi-Fini), che già al comma 1 vieta l'espulsione ed il respingimento dello straniero verso uno Stato in cui possa essere oggetto di persecuzione, con l'introduzione del comma 1 bis, che così dispone: "Non sono ammessi il respingimento o l’espulsione o l’estradizione di una persona verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che essa rischi di essere sottoposta a tortura. Nella valutazione di tali motivi si tiene conto anche dell’esistenza, in tale Stato, di violazioni sistematiche e gravi di diritti umani».

Trattasi dunque di norma di armonizzazione dell'ordinamento interno alla normativa internazionale, recepita in Italia con il d.lgs. 251/2007 (c.d. decreto qualifiche), di notevole importanza, perché equipara il rischio di tortura alla sussistenza di violazioni sistematiche e gravi dei diritti umani nel Paese di origine.


 manette tortura245

Procedure per la selezione degli Enti gestori

Forse con un po’ in ritardo, rispetto alle prime scadenze dettate dal D.M. 10/08/2016 per la procedura di accesso al sistema di accoglienza dello SPRAR, l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) ha finalmente pubblicato un interessante documento per supportare i Comuni nella scelta delle procedure da adottare per la selezione dell’Ente gestore.

L’autrice del documento (Antonella Fabiano, Direttore della Centrale Unica Appalti del Comune di Milano) partendo dal principio di sussidiarietà sancito nell’art. 117 della Costituzione, in forza del quale viene legittimato il ricorso da parte degli Enti statali, regionale e comunali agli Enti del così detto Terzo Settore nella programmazione, nella organizzazione e nella gestione del sistema integrato di interventi e servizi sociali (L. 328/00), presenta sinteticamente la normativa a cui fare riferimento:

  • Legge 328/2000 (Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali);
  • D.P.R. 30 marzo 2001 (Atto di indirizzo e coordinamento sui sistemi di affidamento dei servizi alla persona ai sensi dell'art. 5 della legge 8 novembre 2000, n. 328);
  •      Delibera ANAC n.32/2016 (Linee guida per l’affidamento di servizi a enti del terzo settore e alle cooperative sociali);
  •      Nuovo Codice degli Appalti (D.Lgs 163/2016).

Nel suo breve excursus, l’autrice del documento giustifica il carattere “speciale” della materia, svicolata dal Codice degli Appalti, sottolineando il contributo del Terzo Settore in caso di co-progettazione in termini di:

  • compartecipazione economica e sociale, con carattere innovativo;
  • messa a disposizione da parte del partner privato di beni immobili, attrezzature/strumentazioni, automezzi, risorse umane;
  • capacità del soggetto candidato di reperire contributi e/o finanziamenti da parte di enti non pubblici;
  • costo di coordinamento ed organizzazione delle attività;
  • cura dei rapporti con l’Amministrazione;
  • presidio delle politiche di qualità, necessarie all’attività di progettazione e di gestione delle attività.

Nello stesso tempo viene rimarcato il fatto che, in caso di co-progettazione, le amministrazioni devono comunque mantenere in capo a se stesse, la titolarità delle scelte, predeterminando gli obiettivi generali, gli specifici interventi ed individuando le caratteristiche essenziali necessarie per la redazione di un progetto di massima che ha anche la funzione di guidare gli operatori economici nella predisposizione della proposta di servizio.

Evidenziati gli aspetti salienti di ciascuna normativa di riferimento, l’autrice propone una scheda di sintesi distinguendo a seconda se l’importo del progetto da co-progettare è inferiore o superiore alla c.d. “soglia comunitaria” (€ 209.000 beni e servizi e € 750.000 per appalti di servizi sociali o di altri servizi specifici elencati all’allegato IX); distinguendo altresì l’ipotesi in cui l’ente comunale chiede la co-progettazione solo del progetto o anche della gestione

Se il valore progettuale è “sotto soglia”, è prevista una procedura di selezione “snella” secondo quanto previsto dalla L. 328/00, nel DPCM 30 marzo 2001 e nelle Leggi Regionali.

Se invece il valore progettuale è uguale o superiore alla soglia comunitaria, la procedura per la scelta del partner per la progettazione ed eventuale gestione del servizio è lo stesso svincolata dal Codice degli Appalti ma deve rispettare i principi generali della legge comunitaria ovvero pubblicità, concorrenza, trasparenza, evidenza pubblica e comunicazioni.

Ad integrazione del documento di approfondimento, è stato pubblicato anche uno schema-tipo  di Capitolato e di Accordo Quadro.

Per la lettura integrale del documento si rinvia al seguente link: http://www.cittalia.it/images/LA_COPROGETTAZIONE_E_IL_CODICE_DEGLI_APPALTI_spunti_di_approfondimento.pdf

http://www.cittalia.it/images/Capitolato_Accordo_Quadro_facsimile_.pdf


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